La legge n. 143 del 2024, conosciuta anche come “Decreto Omnibus“, ha introdotto diverse novità, tra cui un rafforzamento della protezione digitale del diritto d’autore. Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’articolo 174 sexies della legge n. 633 del 1941, che è stato riscritto per adeguarsi alle nuove sfide digitali.
Di doveroso interesse è la lettura del primo comma della disposizione, il quale si rivolge a una pluralità di figure che per il ruolo cruciale che rivestono nell’ecosistema digitale potrebbero venire a conoscenza di attività illegali, come l’accesso non autorizzato a sistemi informatici o frodi informatiche dannose per lo Stato o per enti pubblici. La legge impone loro un obbligo preciso: devono denunciare tali attività, qualora ne vengano a conoscenza, in quanto si tratta di crimini particolarmente gravi. Se non adempiono a questa responsabilità, sono previste sanzioni penali.
Un altro aspetto interessante riguarda la responsabilità delle entità per cui queste persone operano. Secondo la nuova formulazione dell’articolo 174 sexies, non solo chi omette di denunciare rischia conseguenze penali, ma anche l’organizzazione per cui lavora. Se un individuo agisce in nome di un ente e non segnala un reato di accesso abusivo o frode informatica, l’ente stesso potrebbe essere ritenuto responsabile a livello amministrativo. In pratica, questa norma mira a garantire che le organizzazioni siano più vigilanti e che non si facciano scappare opportunità di fermare crimini informatici.
Questi cambiamenti sono parte di un ampio sforzo legislativo per combattere la criminalità informatica e proteggere la sicurezza digitale, in un contesto in cui l’accesso ai sistemi informatici e le frodi online sono diventati sempre più comuni.
Il nostro esperto, Raffaele Vitolo, ha trattato in dettaglio questo argomento in un articolo pubblicato su Norme & Tributi Plus Diritto de Il Sole 24 Ore, fornendo una panoramica approfondita delle implicazioni legali e pratiche della nuova legge.
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