L’entrata in vigore dell’AI Act rappresenta un punto di svolta decisivo per il tessuto economico e imprenditoriale europeo. Nell’ultimo speciale di Affari Legali su ItaliaOggi, curato dal giornalista Antonio Ranalli, il nostro founder Pietro Montella ha offerto un’approfondita analisi delle imminenti scadenze regolatorie, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza che diventeranno pienamente esigibili a partire dal prossimo 2 agosto 2026.

«L’errore da evitare è trattare l’AI Act come un semplice adempimento documentale. Serve invece un modello organizzativo strutturato che integri sinergicamente AI governance, GDPR, cybersecurity e sistemi di controllo interni.» — Avv. Pietro Montella

Come evidenziato nell’articolo, le nuove disposizioni non colpiranno esclusivamente i provider e gli sviluppatori di modelli di Intelligenza Artificiale, bensì chiunque scelga di integrarli all’interno dei propri processi aziendali (deployer). Strumenti quotidiani come chatbot, assistenti virtuali, sistemi di analisi delle emozioni o di categorizzazione biometrica dovranno essere rigorosamente censiti, tracciabili e governati per scongiurare il rischio di una “non-compliance inconsapevole”.

Le quattro direttrici della conformità aziendale

Per affrontare con successo la transizione ed evitare l’esposizione a severe sanzioni pecuniarie — che possono raggiungere i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo — le organizzazioni più strutturate si stanno muovendo lungo quattro pilastri fondamentali:

  1. Inventario dei sistemi: Mappatura e censimento analitico di tutti gli applicativi di IA già in uso nei diversi reparti (dal marketing alle risorse umane).
  2. Classificazione del rischio: Valutazione preventiva dell’impatto dei sistemi in base alle categorie definite dal Regolamento UE.
  3. Verifica contrattuale dei fornitori: Aggiornamento e blindatura degli accordi con i partner commerciali esterni in linea con le nuove obbligazioni normative.
  4. Governance interna: Definizione chiara di ruoli, responsabilità, presidi di controllo, formazione del personale (AI Literacy) e procedure di escalation.

L’approccio antropocentrico e la centralità della persona

Oltre al mero perimetro sanzionatorio e ai rischi operativi e reputazionali, l’avvocato Montella ha richiamato il valore etico della compliance normativa. In un contesto in cui l’innovazione corre velocemente, l’obiettivo primario deve rimanere la tutela della dignità umana, garantendo il principio dell’accountability: ogni decisione automatizzata deve poter essere ricondotta, compresa e governata da soggetti umani.

In conclusione, la vera sfida per il management aziendale nel prossimo futuro si sposterà da un piano puramente tecnologico a uno prettamente organizzativo:

«Dal 2 agosto 2026 la domanda non sarà più “usiamo l’AI?”, ma “siamo in grado di dimostrare che la utilizziamo in modo trasparente, controllato e conforme?”.»

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